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Quartieri Bologna: storia e curiosità sotto le due torri

Photo Credit: Wikimedia Commons

Nel 1985 i quartieri di Bologna erano passati da 18 a 9 in seguito a un primo accorpamento. Dopo l’approvazione dell’ultima riforma nel 2015, Bologna è stata divisa in 6 zone, risultanti dall’accorpamento di alcuni quartieri: Borgo Panigale-Reno, Porto-Saragozza, San Donato-San Vitale, Santo Stefano, mentre i confini di Navile e Savena sono rimasti invariati. Ripercorrere alcune tappe della loro storia ci permette di compiere un vero viaggio nel tempo: pronti? Via!

Borgo Panigale-Reno: quartiere a vocazione industriale

Per lungo tempo Borgo Panigale è stato un comune autonomo: l’annessione a Bologna risale infatti al 1937. Situato nella periferia ovest della città, sulla via Emilia, lungo la riva sinistra del fiume, Borgo Panigale ospita l’aeroporto Marconi; è anche la sede dello stabilimento (e del museo!) di un marchio italiano conosciuto in tutto il mondo: Ducati. Che siate appassionati di motociclismo o meno, il consiglio è di farci un salto. Del Reno fanno parte Santa Viola e la Barca. La zona tra porta San Felice e il fiume Reno (il Pontelungo su via Emilia Ponente) ha preso il nome di Santa Viola nel 1941, dopo l’attribuzione del titolo parrocchiale omonimo a una vecchia scuderia ormai trasformata in luogo di culto. A vocazione industriale fin dai primi del Novecento, nel periodo della Prima guerra mondiale il territorio ebbe grande importanza per lo sviluppo del settore della meccanica e metallurgia di Bologna. Un tempo, a Santa Viola, città e campagna sfumavano l’una nell’altra; oggi ha prevalso la prima, ma le tracce del passato restano. Via della Barca (da via Andrea Costa all’incorcio tra via Buozzi e De Ambris) dà il nome alla zona omonima, a sud di Santa Viola. Prima del 1935, la strada si chiamava Passo della barca: questo perché, un tempo, nelle vicinanze della Certosa, c’era l’attracco di una piccola stazione per il traghettamento da una sponda all’altra del canale. A ovest della Barca, Bologna confina con il comune di Casalecchio di Reno.

Quartieri Bologna: il Navile e il porto fluviale

Il Navile, in dialetto bolognese ‘Al Navélli’, deve il suo nome al canale che ne attraversa il territorio; riunisce gli ex quartieri Bolognina, Corticella e parte di Lame. Corticella è una frazione di Bologna, situata a nord, a circa 5 km dalla cerchia muraria, oggi diventata parte della città. Il nome deriva del diminutivo del sostantivo latino «curtis» e ne descrive bene la sua natura di area rurale, parzialmente coltivata. Territorio costituito fino a metà Ottocento quasi esclusivamente da campagna coltivata, la Bolognina assume questo nome dopo la costruzione della Stazione Centrale, nel 1859. Questa parte di città a nord di piazza dell’Unità, compresa tra le vie Ferrarese, di Saliceto e Corticella, era conosciuta anche con il nome di Casaralta e ospitava molte industrie. Il Navile comprende anche parte del quartiere Lame, che prende il nome dalla porta edificata nel XIII secolo, nelle vicinanze del porto fluviale: si passava da lì per raggiungere la parte bassa della pianura, che all’epoca era una zona densa di acquitrini. Lame deriva infatti dal termine latino che indica un luogo in cui c’è ristagno d’acqua, una palude. Il 7 novembre del 1944, la Battaglia di Porta Lame fu un evento importante della Seconda guerra mondiale, e vide contrapporsi le truppe tedesche e della Repubblica di Salò ai partigiani dei GAP.

Quartiere Porto-Saragozza, lo stadio e la vecchia sede del Cassero

L’ex quartiere Saragozza (da Porta Saragozza, che a sua volta prende il nome dalla città spagnola omonima) riunisce le zone Costa-Saragozza e Malpighi, comprende una parte di centro storico e una parte fuori porta, sui primi colli, che è una delle zone residenziali più ambite. Prima della presenza spagnola, soprattutto di mercanti e studenti, riflessa nel nome che ha conservato, la Porta racconta un passato ben più antico: due importanti iscrizioni, una murata nel cortile di Palazzo Albergati (Via Saragozza) e un’altra rinvenuta nell’area suburbana di Bononia e risalente al III sec. d.C., testimoniano la presenza di terme e bagni al tempo dei romani. Porta Saragozza è stata anche la prima sede del Cassero LGBT Center, nella Bologna rossa del sindaco Renato Zangheri. Questo è anche il qurtiere in cui si trova lo stadio Renato Dall’Ara, in via Andrea Costa. La zona Malpighi (centro storico) deve il suo nome a Marcello Malpighi, noto scienziato del XVII secolo, nato in provincia di Bologna.

L’ex quartiere Porto racchiude Marconi (centro storico), Saffi e parte di Lame ed era molto importante per la città, poiché via del Porto costituiva l’accesso al porto Naviglio, lo scalo per il traffico fluviale. Nel periodo del Rinascimento, uno dei rami del Reno confluiva nel Canale del Cavaticcio, da cui veniva poi alimentato il porto Naviglio, riportato recentemente alla luce alla fine di via Don Minzoni nell’aera della Manifattura delle Arti.

Quartiere San Donato-San Vitale e il rione Cirenaica

L’attuale via Zamboni, centro della zona universitaria e sede di molti Scuole dell’ateneo bolognese, si chiamava via San Donato: questa strada, infatti, partiva da Piazza Ravegnana, dove si trovano le due torri, e conduceva nelle campagne a nord-est, verso Granarolo, Minerbio, Molinella. San Donato è anche il nome di una chiesetta del ghetto ebraico, che si trova proprio all’inizio di via Zamboni, in centro. In questo quartiere oggi troviamo la Fiera di Bologna e gli uffici della Regione Emilia-Romagna, e il maggiore scalo di smistamento ferroviario italiano per dimensioni e traffico di merci. San Vitale prende il suo nome da una grande arteria storica della città, Strada San Vitale, che oggi è in parte via San Vitale e prosegue poi come via Massarenti, via Mattei e poi diventa strada Provinciale. Il rione della Cirenaica racchiude la zona intorno a via Libia: il nome era un omaggio alla conquista libica da parte dell’Italia nei primi del ‘900, oggi però la toponomastica è stata cambiata e le vie portano i nomi dei Caduti per la Liberazione di Bologna. La Cirenaica è anche il rione di via Paolo Fabbri, proprio quella di cui canta Francesco Guccini.

Quartiere Santo Stefano e le sette chiese

Risultato dell’accorpamento tra quartieri diversi, anche Santo Stefano comprende una zona dentro le mura (l’ex quartiere Galvani) e una che si distende verso la periferia, nel circondario di via Murri e del parco dei Giardini Margherita, un grande polmone verde a due passi dal centro in cui è sempre piacevole sfuggire alla calura estiva o fare una passeggiata rilassante. È uno dei quartieri più benestanti della città e uno dei suoi simboli è senza alcun dubbio la piazza omonima, con il complesso delle Sette Chiese, dominato dalla Basilica di Santo Stefano.

Quartiere Savena: i primi colli di Bologna

Situato nella zona sud-est della città, al confine con San Lazzaro di Savena, è il risultato della’accorpamento dei quartieri Mazzini e San Ruffillo, che in origine era un paese di campagna, poi inglobato nella città. Anche questo quartiere è cambiato molto e se conoscete dei bolognese che vi abitavano negli anni ’50, non esitate a farvi raccontare com’era. Per molto tempo, infatti, gli insediamenti sono rimasti concentrati nella parte più vicina al centro, lungo via Toscana, mentre i primi colli, come in via Siepelunga, erano poco abitati. Il quartiere Savena, nonostante la sua veloce espansione, ha saputo conservare ampie zone di verde pubblico e garantire servizi e infrastrutture ai cittadini. Il suo territorio è attraversato da due importanti e antiche strade: la via Emilia e la via della Futa, che conduce in Toscana dal Passo della Raticosa.

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